E’ il cuore pulsante della bella creatura di Diego Pablo Simeone: madrileno doc, ma soprattutto colchoneros doc (va sottolineato), ha esploso tutto il suo talento e in vista dei mondiali messo in crisi le serratissime gerarchie del “monumentale” centrocampo spagnolo. Lui, Jorge Resurrección Merodio, noto a tutti come Koke, da quando ha visto la luce nel gennaio del 92 di colori, conosce solo quelli dei “materassai”.
Centrocampista dalle spiccate qualità offensive, Koke, è un prodotto del vivaio colchoneros, si può dire che la cantera madrilena sia la sua prima casa, non la seconda. Le maglie intermedie del settore giovanile le indossa tutte, quella della Benjamin, della Alevin, della Infantil, della Cadete, della Juvenil, in pratica ce l’ha cucita addosso questa maglia e quando ad appena 17 anni, convocato per la trasferta al Camp Nou contro gli alieni del Barça, Quique Sànchez Flores al 67′ decide di chiamarlo per rilevare un Assunçao al quale gira la testa, a causa di Messi e compagni, per poco non sviene dall’emozione.
Flores lentamente lo inserisce in prima squadra, ma è con l’arrivo del Cholo Simeone, nella stagione 2011/12 sulla panchina dell’Atletico, che Koke inizia a giocare con frequenza e diventare non solo titolare inamovibile, ma fulcro di gioco e punto di partenza del progetto che ha in mente il tecnico argentino. Ha solo 20 anni e Simeone gli carica addosso grandi responsabilità, gli da fiducia per 25 gare di Liga e 13 di Europa League (praticamente sempre) e fa bene perché il giocattolo colchoneros inizia a prendere una bella forma, e a fine stagione arriverà ad alzare l’Europa League.
Un traguardo importante per l’Atletico dopo anni costretto a recitare sempre il ruolo di spettatore, successo che spiana la strada ad altri: la vittoria in Supercoppa Europea contro il Chelsea per 4-1 con uno straripante Falcao spalleggiato proprio da Koke, e la vittoria (2-1) di un derby speciale di maggio 2013 che regala ai colchoneros la Coppa del Re a discapito degli odiati cugini del Real.
Oggi Koke è il faro del centrocampo di Simeone, che da grande ex centrocampista quale è capisce più di tutte le qualità di un ragazzo che fa dello spirito di sacrificio la sua religione di vita, non risparmiandosi mai in mezzo al campo, e che come il tipico centrocampista moderno riesce a essere duttile per il suo allenatore coprendo anche ruoli da esterno e da trequartista. E’ un regista a tutto tondo, dotato di un piede delicatissimo, è anche entrato nelle grazie del ct del Bosque che lo ha indicato come possibile novità del rodato centrocampo delle furie rosse in Brasile.
L’ultima volta che l’Atletico Madrid ha vinto la Liga spagnola era la stagione 95/96 ed alcuni ricorderanno tra i colchoneros una giovane stella di nome Kiko, ruolo attaccante. 18 anni dopo i materassai si trovano al comando della Liga a 1 punto dal Barça e a 3 dal Real, squadre che hanno monopolizzato il campionato spagnolo in questi anni. Diciotto anni dopo l’Atletico avanza verso l’obiettivo, da Kiko a Koke, che porta la bandiera e la dottrina dei colchoneros alla Meglio Gioventù.
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