Luis Suarez invece accusa Ferruccio Mazzola: “Ha parlato di questa storia dopo 30 anni, quando si è trovato senza soldi”
Sandro Mazzola è intervenuto telefonicamente ai microfoni di Top Calcio 24, ritrattando sostanzialmente le dichiarazioni riportate dal Corriere dello Sport, in cui parlava degli effetti dei famosi caffè di Herrera: “Prima della nostra generazione si usava il caffè e con noi è rimasto, non credo che fosse una cosa così importante: se sai giocare giochi, il caffè non influiva più di tanto. I giocatori morti? Sono arrivati per altre squadre e personalmente non ne voglio sapere nulla.
Mazzola poi smonta la tesi del caffè dopante, ammettendo di averlo fatto analizzare: “Portai il caffè al mio dottore lui si mise a ridere, perchè secondo le analisi non c’era nulla di strano. Non so a cosa servissero le pastiglie, ma per me era una cosa psicologica: eri convinto che facessero bene e probabilmente ti sentivi meglio. Il doping c’era già prima e poi si è protratto negli anni.
Sulle parole scritte dal fratello Ferruccio nella sua biografia (le accuse di doping): “C’è una parte di verità in quello che ha scritto mio fratello, ma neanche lui sapeva esattamente cosa ci fosse dentro il caffè, io sono stato l’unico a farlo analizzare. I giramenti di testa che accusavamo in campo, potevano dipendere da molte altre cose”.
Luisito Suarez invece respinge con forza ogni accusa, mandando una stoccata non da poco al defunto Ferruccio Mazzola: “Non vorrei che i nostri trofei vengano attribuiti al caffè. Ho già detto tutto al tempo: Ferruccio Mazzola non ha mai partecipato alle partite ufficiali, quindi non poteva sapere cosa accadeva nello spogliatoio. Non ho mai avuto disturbi di nessun tipo e ho anche passato tutti i controlli antidoping. Ha tirato fuori questa cosa solo dopo 30 anni, in un momento particolare, in cui aveva bisogno di soldi.”